Una tre giorni di novità e spettacolo
Sono stati tre giorni densissimi di proposte, quelli dell’edizione 2011 di ExpoBici conclusasi questa sera nel quartiere fieristico padovano. Tre giorni anticipati dalla simpatia di Antonello Dose e Marco Presta hanno trasmesso in diretta dai padiglioni la puntata di venerdì de Il ruggito del coniglio, storico programma di Radio2 Rai. Un’ouverture a una serie ininterrotta di incontri, momenti di spettacolo, presentazioni delle novità 2011 e 2012, accolti da un pubblico sempre numeroso e partecipe.
Ma i visitatori hanno anche potuto toccare con mano i migliori prodotti presenti sul mercato, inforcare biciclette da sogno per provarle lungo i percorsi allestiti per l’occasione, stringere la mano di grandi campioni del passato e del presente e vederli all’opera, artefici di spericolate acrobazie. È il caso di 100% Brumotti e del suo team, che per tutta la durata della manifestazione hanno saputo regalare forti emozioni. Gli spettatori potranno ammirare le acrobazie di uno spericolato team di freestyler, che si sono esibiti su una pista dirt lunga 80 metri con un roll-in di 4 metri d'altezza: accanto ai tedeschi Markus Braumann, Sergej Geir, Simon Moratz e Philipp Baum, si esibiranno l’italiano Fabio D’Alessandro e – forse il più applaudito in assoluto – il mirabolante Alessandro Barbero, campione italiano e Freestyler of the year 2007.
Alessandro Barbero è l'atleta di bmx che rappresenta l'Italia nel mondo nella specialità street. Campioni sulle due ruote, campioni anche nella vita, sempre disponibili a stringere una mano, scambiare due parole, regalare un consiglio ai tanti appassionati presenti in Fiera. ExpoBici 2011 ha offerto al pubblico la possibilità di ascoltare le confidenze dell’astrofisica Margherita Hack, arrivata a Padova per raccontare i suoi ricordi più belli legati alle due ruote, che ha recentemente raccolto nel libro “La mia vita in bicicletta” (Ediciclo). Dal primo monopattino di legno, distrutto da un «amichetto cicciottello» alle escursioni spensierate della giovinezza, fino alle lunghe estati passate all’aria aperta, scoprendo che «solo in bicicletta si sentono i profumi del mondo».
